Querelle FotoGrafia festival internazionale di Roma | 2
23 Luglio, 2008 | Di artapartofculture redazione | Inserito in: in(tolerance), osservatorio inchieste | 558 lettori
Sollecitandolo, riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica di Marco Delogu; poniamo questa e la precedente lettera come spunti per un forum o per una serie di incontri sul tema non solo e non tanto del Festival di Fotografia ma dello stato della Fotografia in Italia, sul suo spazio all’interno del Sistema dell’Arte e su un possibile, auspicabile intervento per valorizzarla ancor meglio in un prossimo futuro. Barbara Martusciello
Il Festival che ho inventato e diretto per sette anni - di Marco Delogu
(…) Il festival, che ho inventato e diretto per sette anni, ha il merito di aver mostrato a Roma tanta fotografia e di così alto livello.
FotoGrafia festival internazionale di Roma è, senza ombra di dubbio da parte di nessuno, la manifestazione più importante che si svolge in Italia per la fotografia, e logicamente questa opinione è confortata dal giudizio di molti operatori internazionali e dall’incrocio di dati e riconoscimenti ottenuti dal festival o dai principali fotografi mostrati nel festival; inoltre a differenza di altre analoghe manifestazioni, FotoGrafia ha dato sempre più importanza al valore della produzione di lavori nuovi (la regola del festival di Roma era che i lavori dovessero essere prodotti appositamente o essere inediti) e al valore della formazione di giovani fotografi, per i quali sono state create moltissime opportunità con workshops e seminari tenuti dai più grandi fotografi internazionali. Tutto ciò è verità creata con un duro e serio lavoro da parte dei tanti curatori nazionali e internazionali chiamati in questi anni a collaborare al festival, e da parte della produzione di zoneattive e di tutte le persone che vi hanno lavorato.
Alcuni esempi relativi al festival 2008: la mostra di Leonie Purchas, prodotta da zoneattive e curata da me, è stata venduta alla Maison Europeenne de la Photographie di Parigi, voluta da Jean Luc Monterosso che era presente all’inaugurazione e ha molto apprezzato il lavoro (e con Monterosso in qualità di direttore del Mois de la Photo di Parigi, e insieme ai festival di Mosca, Vienna, Berlino, Bratislava, Lussemburgo e abbiamo fondato il Mese Europeo della Fotografia); la Purchas ha appena vinto il premio Forma a Milano, sempre con lo stesso lavoro presentato a Roma e prodotto dal festival; Graciela Iturbide che ha esposto in ben tre edizioni del festival, compreso il lavoro su Roma esposto nella primavera 2007, nel dicembre 2007 ha tenuto una retrospettiva al Getty Museum di Los Angeles, e nel 2008 ha appena vinto il prestigioso Hasselblad Prize, il premio internazionale più importante nella fotografia, considerato una sorta di Nobel Prize del settore; Pieter Hugo dopo essere stato invitato a partecipare alla collettiva su Roma ha vinto il premio KLM a Amsterdam e il Discovery Award del festival di Arles; Lucia Nimcova ha appena vinto con il lavoro “unofficial”, prodotto dal festival e da me personalmente curato il prestigioso premio Leica Oskar Barnack 2008, conferitole pochi giorni fa durante il festival di Arles, festival nel quale sono stato personalmente chiamato a curare una parte del progetto “European Nights”, dove ho presentato il lavoro di Paolo Woods su i cinesi in Africa e quello di Daniele Dainelli su Tokio, presentati in anteprima a FotoGrafia 2008.
Tutti questi riconoscimenti incrociati potrebbero bastare a stabilire il grande successo ottenuto dall’edizione 2008, ma ci tengo ad aggiungere anche che insieme a Chiara Capodici, ho personalmente curato, su incarico affidatomi dal direttore designato per l’edizione 2008 Aaron Baetsky un progetto per la biennale di architettura di Venezia 2008 basato sulla storia dei lavori delle otto “commissioni su Roma”. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per le sei edizioni precedenti, ma ho la saggezza di non dilungarmi, concentrandomi su un breve accenno all’edizione 2007 “Questione Italiana” che è stato il primo valido tentativo di fare il punto sullo stato della fotografia nazionale.
Per quanto mi riguarda attendo di capire cosa succederà per l’edizione 2009 di FotoGrafia e lavoro con passione alla mia mostra di Villa Medici del prossimo ottobre. Mi dichiaro sin da ora disponibile a qualsiasi tipo di confronto e dibattito con chi volesse seriamente ragionare sul futuro della fotografia italiana e del festival di Roma.



Apperò! Che curriculum, dopo il potere acquisito con FotoGrafia! Ebbravo Delogu…
Angelo
A questo punto, signora o signorina Martusciello, ’sta sessione forum, un convegno, una serie diincontri vanno proprio fatti! Così ci sentiremo tutti un pò meno messi da parte, in grado di dire quel che pensiamo: i soldi sono anche nostri…
Luca
Vogliamo un Convegno, subito! LO avete fatto intendere: a settembre? Delogu vs Mormorio vs resto del mondo; coordina Martusciello. registra artapart (che è pure bella!). Chi vincerà? La cultura, la Fotografia, la politica, il mercato?
Graziano
Vabbè, ma sto confronto a quando? Ci pensa art a par of culture oppure chi? Il Misitero? Croppi? Sarebbe davvero urgente, vi assicuro!!!!
E poi: ma tutti i colleghi fotografi, artisti,critici dove stanno?, che dicono?, perchè non si espongono?
Grazie art a part, Mormorio, Martusciello, anche Delogu che comunque ci ha sempre messo nome e faccia… Gli altri, per decenza, che si facciano vivi, altrimenti a chi e a che servono? Ad accreditare il detto “quando sento parlare di cultura…”?
Musk
Ma tutto questo serve davvero? Ciè: cambierà qualcosa,in questo sistema che se la canta e se la suona, e che è già morto e sepolto sotto debiti, buchi dibilancio, doping e scandali?
Anita
delogu, tu parli di riscontri per gli artisti, e questo ti fa onore, e anzi, questo ti fa dire che proporre non un calderone -magma non riconoscibile di cose, porta meglio a identificare un progetto di qualità -
vedi ARLES - 16 o poco più spazi, mostre di qualità - e spazi anche alternativi a cielo aperto - grande arles
per allestimento e selezione
SPAZIO AI GIOVANI MA NON COSììììììììììì MICA perchè non sono famosi mica SONO SCEMI
NON SENTONO TRATTATI CON ATTENZIONE E RISPETTO - E HANNO RAGIONE
Ma questo piccante vivace dibattito -leggo molti interventi anche nell’altro pezzo, il n°1- porterà a qualcosa? Servirà a fare chiarezza e a lavorare meglio per Roma, per i suoi cittadini, per la cultura italiana? Aiuterà la fotografia del nostro paese a valere come quella delle altre realtà europee? In sintesi: il confronto, oggi, non è sempre fine a se stesso?
Alessia
Cara Barbara,
alla luce di quanto avvenuto in questi giorni (cancellazione del Festival) questo dibattito si fa di nuovo (?) attualissimo e stringente. A quando un bel convegno? O quello che sia, assemblea costituente o semplice confronto tra operatori del settore quali critici, galleristi, giornalisti specializzati e, ovviamente, fotografi….
in effetti, andrebbe ripubblicato! Alessandro
Interessante articolo, meglio il dibattito scatenato. In attesa di un Convegno ripubblicate i due testi, chè sono interessantisimi e attuali! Manuela C.