1VT 3 M ENDEMIA | 3 LUOGHI 3 MOSTRE

30 Agosto, 2008 | Di artapartofculture redazione | Inserito in: eventi mostre | 133 lettori

ILARIA LOQUENZI | RICORDI ROMANI
Kyo Art Gallery , Via San Pellegrino 55 – 01100 Viterbo
VALERIA GIORDANO | ATTESE
Studio Fontaine, Via Cardinal la Fontaine 98/a – 01100 Viterbo
MADDALENA MAURI | DITTICO
Giovanna Scappucci – Arte contemporanea
Via dell’Orologio Vecchio, 34 – 01100 Viterbo

INAUGURAZIONE-SABATO 30 AGOSTO 2008 ORE 18 NELLE 3 SEDI

L’arte contemporanea non è come molti profani pensano, incomprensibili azioni di artisti stravaganti, ma è la rappresentazione estetica del nostro tempo. Non è facile capire un grande da un pessimo artista, ma solo la conoscenza, lo studio e la frequentazione di mostre di qualità, porteranno il neofita ad amare e comprendere l’espressione artistica della propria epoca.
Tre gallerie di Viterbo hanno immesso nella città un morbo il 3VT 1M e con la speranza che l’arte contemporanea diventi contagiosa e come un’epidemia contamini la città e i suoi abitanti, sabato 30 agosto alle ore 18 a Viterbo la Kyo Art Gallery, lo Studio Fontaine e la Giovanna Scappucci Arte Contemporanea inaugurano in simultanea ENDEMIA. È solo un inizio, per il momento solo tre zone sono state toccate e con grande passione per l’arte, ogni galleria con la propria identità esporrà le opere di tre artiste Ilaria Loquenzi alla Kyo Art Gallery, Valeria Giordano allo Studio Fontaine e Maddalena Mauri  da Giovanna Scappucci – Arte contemporanea.
Per raggiungere i tre spazi espositivi basta seguire il filo rosa che unirà idealmente i tre punti della città, ma anche utilizzando la mappa che troverete sul flyer che è stato stampato per l’occasione.
Lasciatevi contagiare il 3VT 1M non ha effetti collaterali dannosi alla salute!

Con il Patrocinio del Comune di Viterbo.

Inaugurazione: 30 agosto 2008 ore 18
Presentazione di: Simonetta Lux

a cura di: Serena Achilli
Fine mostra: 18 settembre 2008

Angst alla grafitanilina.
Pane, sale, vivo: “ti amo”, dice Maddalena Mauri, fuori dal quadro, insieme al poeta turco Nazim Hikmet Ran, ti amo come…
come se mangiassi il sale spruzzandolo di sale, scrive sul primo quadro del dittico
come se dicessi Dio sia lodato sono vivo, scrive nel secondo.
In verità molta angoscia ci assale di fronte a queste sublimi nature: splendide e minacciose, sono i luoghi altri cercati da tempo, da quando nelle opere “Io non sono un cacciatore” appariva, nei quadri di Maddalena di qualche tempo fa, quell’uomo/ lupo che abbandonava la società alle ricerca di un luogo altro, appunto, un uomo che non voleva vincere su nessun’ altro e si trovava per questo immobile in mezzo “ad un’erba molto agitata e cattiva”.
E si guardava i piedi come un timido, o come un mite, o come un vile.
Questa natura abnorme e semiartificiale (nera e verde menta) è padrona ora, e le parole del poeta che Maddalena dipinge sull’immagine, evocano la persona che sta fuori , nella sua solitudine e nella sua circoscritta pienezza animale, e solo con l’eros e le materie prime della nutrizione (pane sale) si sente vivere.
Erotica e orale.
La materia dell’arte scelta da Maddalena Mauri fa corpo con la restituzione di questa idea di crescita minacciosa e irrefrenabile:stesura di grafite su tutta la grande superficie del quadro e poi levare e scavare con il colore all’anilina facendo apparire la natura enorme e potente e invasiva e ambiguamente bellissima come la violenza e il potere che ci circondano. La vita è fuori di là e solo con le miti parole di un poeta danno voce alla parte di vita umana fuori dell’immagine.
Ma nel quadro, nel modo in cui Maddalena Mauri si lascia condurre sensibilmente dalle materie con cui costruisce e restituisce un universo minaccioso, c’è l’altra parte della vita, quella dell’artista che, invece dell’attrazione umana e fatale attraverso la bocca e il sesso, pratica la cattura di sé nell’evocazione e controllo dello splendido orrore, con il tatto e la mente cedendo alla attrazione di materie inedite nella grande pittura, inedite nel loro associarsi e nella procedura con cui la Mauri sensualmente e alla grande le pratica.
Semmai scultura, per il modo di combinare materia e parola, tecnica e paura.
Scultura delle ossessioni, ricerca di una semplificazione delle intime icone psichiche, che continua ad annunciare un ulteriore altro luogo della pittura.

Simonetta Lux, a proposito del dittico di Maddalena Mauri “Stato di emergenza”, 2008 (cm. 200×200)

giovannascappucci artecontemporanea
Palazzo Mazzatosta
Via Orologio Vecchio, 34 Viterbo
info: +39 340 4852467
palazzomazzatosta@libero.it

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