Gumdesign | Intervista di Saul Marcadent

7 gennaio, 2009 | Di s.marcadent
Inserito in: approfondimenti, architettura design grafica
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Gumdesign è come un puzzle. Esperienze, collaborazioni, progetti e oggetti sono tasselli che s’incastrano fra loro in maniera perfetta. Laura Fiaschi e Gabriele Pardi, fondatori nel 1999 dello studio di architettura, comunicazione, grafica e design di Viareggio, hanno le idee ben chiare in testa: “Si dice che una goccia d’acqua fa l’oceano. Piccoli segni individuali possono, tutti insieme, cambiare qualcosa“. I segni lasciati da Laura e Gabriele sono oggetti semplici e funzionali, in armonia con l’intorno e la natura: cerotti colorati per curare le ferite dei vecchi mobili, poltrone che hanno per seduta il prato e lampade contenute in scatole di cartone. Di questi progetti e di molto altro ancora mi raccontano nell’intervista che segue.

A breve il decimo compleanno. Com’è nato e come si è evoluto nel tempo gumdesign?

Gumdesign nasce dal nostro incontro e dalla nostra “fusione”. Passione e complicità sono alla base di tutto ciò che facciamo e raccontare gumdesign significa raccontare la nostra vita, seguirne i cambiamenti e le crescite. Attualmente ci affiancano collaboratori esterni e continuativi per alcuni settori del nostro lavoro – architettura, ingegneria e fotografia – mentre per tutto ciò che riguarda il mondo del design ospitiamo periodicamente giovani laureati o in corso di laurea che possono così avvicinarsi a questo mondo in maniera diretta, scontrandosi con le problematiche inerenti la produzione e “assorbendo” il nostro modo di intendere il design: un sistema che genera energia, che trasmette contenuti e concetti, nuove amicizie e pensieri.

Utopia e funzionalità mi sembrano parole chiave per comprendere il vostro lavoro. Come riuscite a coniugare questi due aspetti?
Il nostro lavoro è una commistione di ingredienti alchemici che si mescolano spontaneamente e generano oggetti spesso ironici e sperimentali, ma che trovano spesso applicazione nel mondo dell’industria. Siamo però attratti anche dalle tirature limitate, che permettono di affrontare il progetto con maggior libertà creativa e meno vincoli produttivi.
Queste caratteristiche sono un nostro patrimonio formativo, generato da diverse esperienze personali, avvenute ancor prima che ci incontrassimo. Dopo l’incontro però, è nato un unico modo di pensare e affrontare il design. Una sintonia particolare ha permesso la “fusione” in maniera spontanea e naturale.

C’è un progetto o un oggetto al quale siete particolarmente legati?
Crediamo sia importante e necessario essere innamorati di questa professione, faticosa e ricca di imprevisti ma allo stesso tempo stimolante e viva. Proprio per questo motivo risulta difficile per noi individuare un oggetto particolare. Ogni oggetto nasce e cresce in un momento ben definito, richiede uno sforzo creativo e “fisico”, occorre che sia ‚”sentito” e che al tempo stesso risponda alle esigenze di un brief delineato accuratamente.

L’attenzione da voi rivolta all’impatto ambientale, al risparmio energetico e in generale alla natura e alla terra è forte. Com’è maturato questo interesse? In quali vostri progetti quest’attenzione ha ricoperto un ruolo peculiare?
L’attenzione all’ambiente fa parte di una logica, più generale, di rispetto verso tutto ciò che ci circonda. “Una goccia d’acqua fa l’oceano ” si dice, piccoli segni individuali possono, tutti insieme, cambiare qualcosa. Occorre che ognuno di noi s’impegni in questa direzione per poter lasciare un mondo migliore. Fra i nostri oggetti, alcuni in particolare hanno solcato una strada ecosostenibile nei materiali e nelle tecnologie: le lampade Sweet Home, Lucciola, Bubble per la loro “costituzione”. Altri oggetti invece contengono in sé un messaggio positivo ed ecologico, come il cerotto per mobili Ai:D, il raccogli briciole Briciolì o la ‚”serra per interni” Microcosmo. Si tratta spesso di modi diretti o trasversali per comunicare la necessità di essere sensibili ai temi ambientali e sociali, estesi ad ogni forma di vita.

Da Kalikid, tunica per bambini con sei maniche differenti, fino a Corripapà, sella in pelle vegetale per i più piccoli, diversi vostri progetti si rivolgono all’infanzia. Chi sono i bambini per gumdesign?
I bambini sono la proiezione di tutti noi, sono allegria, gioia e speranza. Portiamo dentro di noi un po’ di fanciullezza, ingenuità e gioco, alla ricerca del nostro miglior progetto.

Quanto è importante per gumdesign comunicare un messaggio?
√à importante seguire delle regole semplici e dirette, osare, chiedere e comunicare con forza la propria passione. Perchè il design è prima di tutto passione, non potrebbe essere altrimenti. Ti impegna a fondo, occupa gran parte del tuo tempo, spreme ogni energia ma infine è capace di esaudire ogni desiderio, ogni idea.

  • 1. Cerotti AI:D | design gumdesign | azienda Opos
  • 2. Sweethome | design gumdesign | azienda Scatolificio RG
  • 3. Rose | Bracciale dalla forma scatolata per contenere il potpourri | design gumedesign | azienda Maurizio Colombo
  • 4. Gumdesign

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2 commenti
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  1. Bellissimo articolo; grazie davvero per la scelta.

  2. grazie m de c … alla prossima! gabrielaura

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